Oggi parliamo di… ANSIA

OGGI PARLIAMO DI… ANSIA

A cura della

Dott.ssa Maria Cristina Zezza

ansia

In italia i disturbi d’ansia sono tra i disturbi psicologici più diffusi. Si stima che almeno un italiano su 5 abbia sperimentato o sperimenti un disturbo d’ansia.

La parola “ansia” deriva dal latino “anxietas” (soffocare, strozzare, preoccupare, turbare) e comprende le risposte comportamentali, affettive e cognitive alla percezione del pericolo.

L’ansia è un fenomeno fisiologico e un certo grado di ansia/allerta è vitale per un ottima performance nelle situazioni che lo richiedono. L’ansia , infatti, ci permette di percepire un pericolo e di mettere in atto le strategie preposte alla nostra sopravvivenza.

Quando è allora che l’ansia diventa un disturbo?

L’ansia è generalmente considerata una reazione normale se è attivata da un pericolo “realistico” e se scompare quando questo non è più presente. Se il livello d’ansia è fortemente sproporzionato rispetto al rischio e alla gravità del possibile pericolo, e se continua perfino quando non esiste più un pericolo oggettivo, la reazione è considerata anormale.

Un altro criterio è quello di valutare l’impatto della reazione sul funzionamento dell’individuo. Se soffre molto, se si manifesta qualche effetto psicosomatico e se le funzioni intellettuali e l’adattamento sociale/professionale sono danneggiati allora possiamo affermare che quella persona presenta ansia anormale.

Come si manifesta l’ansia?

L’ansia si manifesta sia a livello di pensiero sia di comportamento sia a livello fisiologico.

A livello di pensiero l’ansia può provocarci la sensazione di mente confusa o stordita, gli oggetti possono sembrare offuscati o distanti, si è ipervigili; si possono evidenziare difficoltà di pensiero come il non riuscire a ricordare cose importanti, sentirsi confusi, avere difficoltà di concentrazione, essere facilmente distraibili , difficoltà a ragionare.

A livello di comportamento ci si può sentire o iperattivi e nervosi o al contrario bloccati e inibiti.

L’ansia parla anche attraverso il nostro corpo. A livello fisiologico avremo infatti: palpitazioni, aumento del ritmo cardiaco, aumento della pressione sanguigna, difficoltà respiratorie, insonnia, tremori, rigidità, dolore addominale, nausea o vomito, sudorazione.

L’ansia non è una sola

Quando parliamo di ansia in realtà intendiamo un insieme di disturbi che hanno la stessa matrice ma manifestazioni differenti:

  • Ansia Generalizzata: caratterizzata da preoccupazioni eccessive nei confronti di eventi o attività quotidiane. Preoccupazione persistente che possa accadere qualcosa di brutto a se o ai propri cari.
  • Attacco di panico: un attacco di panico è caratterizzato da palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, sudorazione, tremori, difficoltà respiratorie, sensazione di sbandamento e instabilità, paura di perdere il controllo di impazzire o di morire. Solitamente dopo l’attacco di panico la persona passa all’incirca un mese con la preoccupazione del verificarsi di un ulteriore attacco, trovandosi cosi in un perenne stato di allarme.Chi soffre di attacchi di panico spesso tende ad associare l’insorgere dell’attacco con una situazione specifica, arrivando cosi ad evitare tutte quelle situazioni che reputa a rischio. Nelle situazioni più gravi può addirittura rifiutarsi di uscire da casa.
  • Disturbo d’ansia sociale: in questo caso l’ansia si verifica quando ci troviamo esposti al giudizio degli altri. Il timore più grande è quello di essere umiliati e/o sentirsi imbarazzati. Anche in questo caso le persone tendono ad evitare tutte quelle situazioni che le esporrebbero ad essere al centro dell’attenzione.
  • Fobie specifiche: la fobia specifica è caratterizata da un intensa preoccupazione per oggetti o situazioni specifiche come ad esempio: ragno o serpenti (fobia animali), altezza, acqua (fobie ambientali) fobie legate ad iniezioni, sangue e vari tipi di lesioni e infine fobie situazionale come prendere l’aereo, l’ascensore ecc.

 

Cosa fare?

L’ansia, quando presente in modo consistente, può portare a forti limitazioni della vita quotidiana sia personali che lavorative.

Per imparare a gestirla è innanzitutto essenziale riconoscere di soffrirne. E’ consigliabile contattare un professionista che possa aiutarti a gestirla e ad affrontarla. Tali professionisti saranno in grado di insegnarti tecniche e strategie per gestire gli episodi ansiosi e ti aiuteranno a comprenderne le radici.


bibligrafia

giusti e., pacifico m., fiume g.  disturbo dell’umore dalla diagnosi dsm v al trattamento. sovera edizioni 2014