Femminilità ferita: aspetti psicologici del tumore al seno

 FEMMINILITA’ FERITA:  ASPETTI PSICOLOGICI DEL TUMORE AL SENO

A cura della

Dott.ssa Maria Cristina Zezza

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Il tumore al seno è, tra i tumori, il più diffuso nella popolazione femminile. Rappresenta infatti il 25% di tutti i tumori che colpiscono le donne, con comparsa in età sempre più giovane.
La sua importanza non deriva solamente dai tassi di incidenza che lo caratterizzano, ma anche dalle molteplici ripercussioni psicologiche che comporta per il significato che questo ricopre. Il seno, infatti, è simbolo di femminilità e fertilità e modificazioni nel suo aspetto possono alterare la percezione che la donna ha di sé, della propria immagine corporea e della propria autostima con inevitabili ricadute sul piano relazionale e sessuale.                                                                                                                                   I diversi trattamenti attualmente utilizzati per combattere questo tumore (chirurgia e ricostruzione, chemioterapia, ormonoterapia) comportano un cambiamento significativo sul corpo della donna, sulla sua vita e sulla sua progettualità.
Per capire meglio quali possano essere le ripercussioni psicologiche di un tumore alla mammella è importante sottolineare quale sia il significato simbolico del seno. Il seno assume diversi significati nell’arco della vita di una donna: ci permette di allattare (o essere allattati) ed è quindi legato ad una forma primordiale di amore e di maternità, è simbolo di femminilità, è parte integrante della nostra identità femminile, è anche sessualità, erotismo, calore. Il tumore quindi colpisce quella che è una parte essenziale dell’essere donna. E’ una ferita della nostra intimità, della nostra identità e della nostra percezione di femminilità.
I trattamenti chirurgici come la mastectomia (asportazione del seno) con o senza ricostruzione, comportano una grande modificazione del proprio corpo e dell’immagine che una donna ha di se. Il corpo cambia, viene asportato e ricostruito e il processo di adattamento a un nuovo corpo può spesso essere difficile. Questo ha influenza oltre che sulla propria immagine corporea anche sulla propria autostima e sull’accettazione di se stesse. Molte donne riportano, in seguito a questi interventi, difficoltà anche di tipo relazionale. Non sentendosi padrone o a proprio agio con il corpo può diventare piu difficile vivere anche l’intimità in coppia e la relazione sia affettiva che sessuale.
Alcune donne hanno dichiarato: “Dal giorno dell’intervento non sono più riuscita a spogliarmi davanti a mio marito. L’intesa sessuale con lui ne ha risentito tantissimo. E ho sempre l’impessione che lo sguardo della gente si indirizzi sul mio seno”; “Io dopo l’intervento ho lasciato il mio ragazzo, il mio corpo non mi piaceva più. Quando ho visto la ferita per la prima volta ho pianto per tre giorni. Mi sono completamente chiusa e ho iniziato a pregare” (www.alts.it).
Anche altri tipi di trattamenti possono portare ad avere ripercussioni fisiche che mettono a dura prova il funzionamento sessuale della donna che per pudore, vergogna o tabù raramente vengono esposti e affrontati con il proprio medico.
E’ importante, quindi, che la donna possa cominciare un cammino di accettazione di sè e del proprio corpo. Spesso si consiglia, in modo graduale, di riprendere confidenza con il proprio corpo, ognuno con i propri tempi: sentendo il proprio corpo al tatto, inizialmente a luce spenta e poi gradualmente anche con la vista, mettendosi davanti allo specchio da sole e guardarsi, toccare le parti nuove e che possano essere percepite come”estranee”.
Nel rapporto di coppia è importante condividere con il proprio partner le proprie paure, le proprie insicurezze e ricostruire insieme un nuovo tipo di intimità partendo sopratutto dalla parte affettiva.
Anche i trattamenti di tipo ormonale possono comportare dei risvolti psicologici significativi. Questi trattamenti possono indurre la donna in menopausa preoce per il tempo in cui si assumono i farmaci (solitamente 5 anni). Questo può mettere a dura prova la possibilità per una donna di diventare madre e va ad inficiare il proprio senso di maternità e la propria progettualità. Con lo sviluppo e la ricerca in campo medico attualmente esistono delle strategie per preservare la feritilità da poter adottare quando possibile prima di sottoporsi ai trattamenti (congelamento degli embrioni, degli ovociti e del tessuto ovarico) è importante sempre parlarne con il proprio medico per decidere insieme se e quale tecnica possa essere efficace nel proprio specifico caso.
In ultimo anche gli effetti collaterali della chemioterapia posson comportare molteplici conseguenze sul piano psicologico: pensiamo anche solo alla caduta dei capelli, a quanto questa possa modificare il nostro corpo e la nostra immagine e la percezione che noi abbiamo di questa.
In conslusione ricevere una diagnosi di tumore rappresenta un evento di vita stressante e traumatico con cui una persona si trova a doversi confrontare. E’ una malattia che coinvolge tutte le dimensioni dell’ esistenza umana: personale e della propria identità, relazionale e sociale, esistenziale e spirituale.
Reagire alla diagnosi, affrontare le conseguenze dei trattamenti sul piano fisico e psicologico, e convivere con le paure legate a questa malattia, comportano per la persona un grande carico emotivo.
E’ importante quindi per le donne prendersi cura di sè stesse, chiedendo innanzitutto informazioni e spiegazioni ai propri medici, rivolgendosi alle associazioni che si occupano specificatamente delle loro stessa difficoltà. Può essere utile prendere parte a gruppi di mutuo-auto aiuto in cui poter incontrare persone con lo stesso percorso e poter condividere insieme i pensieri e le emozioni che questo comporta e trovare quindi una comprensione e un sostegno reciproco. Poter disporre anche di un sostegno psicologico di un professionista può rappresentare un’ importante risorsa volta a promuovere il benessere e la qualità di vita della donna e della sua famiglia.

Articolo originale pubblicato su:

http://www.psicologi-psicoterapeuti.it/rubriche/aspetti-psicologici-tumore-seno.html


 

Bibliografia:
Psiconcologia, Marco L. Bellani-Gabriella Morasso-Dino Amadori-Walter Orrù-Luigi Grassi-Paolo G. Casali-Paolo Bruzzi. Edizione MASSON, 2002
Manuale pratico di Psico-oncologia, Luigi Grassi, Massimo Biondi, Anna Costantini. IL PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE, 2004

Sitografia:
www.alts.it
www.aimac.it
http://www.andosonlusnazionale.it/