Il Narcisista: se lo conosci, lo eviti!

Narcisista: se lo conosci lo eviti!

A cura della

Dott.ssa Maria Cristina Zezza

Avere a che fare con un narcisista può essere un’esperienza destabilizzante e traumatica per chi la subisce.

Il narcisismo è un aspetto della personalità che può essere definito sano quando si caratterizza con un equilibrato amor proprio e autostima ma può assumere caratteristiche di disturbo quando si manifesta con una percezione grandiosa di se e una totale mancanza di empatia e di interesse per gli altri. Il narcisista è una persona profondamente convinta che i suoi interessi, i suoi bisogni e le sue idee  siano più importanti e vengano prima di chiunque altro. Crede di essere unico e speciale e ha continuamente bisogno di essere ammirato;  non riesce ad ascoltare con attenzione chi lo circonda perché ha bisogno di stare sempre al centro dell’attenzione. Tende a sfruttare le persone senza provare alcun senso di colpa o rimorso e adotta spesso un atteggiamento manipolatorio. Invidioso e arrogante, giudica tutti con facilità destabilizzandone l’autostima poiché non accetta che qualcuno possa essere migliore di lui.

Lo sviluppo di una percezione grandiosa e amplificata di sé ha lo scopo di nascondere la vulnerabilità e la sensazione di impotenza avvertita quando si confronta con l’ambiente esterno. Per mantenere  il proprio sé grandioso e per nascondere le proprie insicurezze, il narcisista è alla ricerca costante di attenzione e adulazione, quando questo non è possibile insorgono in lui significativi segni di rabbia e insofferenza.  Quando si sente rifiutato o allontanato cerca in tutti i modi di riconquistare, mettendo in atto comportamenti anche violenti quando questo non accade.

L’inganno del narcisista

Ad un primo approccio può risultare come una persona molto interessante ed affascinante, sembra mettere al primo posto la persona con cui stabilisce una relazione. Conquista in tutti i modi la propria partner facendola sentire perfetta, la ricopre di attenzioni, le fa regali, complimenti e sembra quasi che sia disposto a fare tutto pur di averla accanto e starci insieme facendola sentire unica e speciale. Il/ La partner crede quini di ver trovato il principe azzurro. Ma, non appena il narcisista si sente sicuro del rapporto, dopo il matrimonio, convivenza o la nascita dei figli, tutto cambia. Più la relazione si approfondisce minore è la sua disponibilità nel rapporto, iniziano le critiche e le continue svalutazioni oltre che il progressivo disinteresse. Improvvisamente il/la partner arriva a sentirsi sola, svalutata e vulnerabile. Il narcisista fugge ogni qual volta si deve confrontare, rifiutando di affrontare i problemi, di instaurare una relazione intima ed emotivamente coinvolgente. Reputa “colpevoli” gli altri del proprio malessere, cercando di distorcere la percezione della realtà in funzione del proprio soddisfacimenti.

In che modo avviene la manipolazione?

– Secondo il narcisista ogni persona con cui si relaziona è considerata buona solo quando supporta la sua percezione di grandiosità e lo aiuta a sentirsi desiderato e unico, quando questo non avviene più, chi gli è vicino diventa cattivo e viene svalutato e criticato;

distorce i ricordi e gli eventi quando  questi non si allineano alla sua percezione di superiorità;

nega sempre l’esistenza di problemi o difetti che li riguardano analizzando gli eventi in modo apparentemente logico ma distorcendo effettivamente la realtà;

– tende a far sentire in colpa e ad accusare le persone vicine per comportamenti che è lui a mettere in atto ma di cui non si assume la responsabilità,

nega l’evidenza dei fatti quando questi mettono in discussione la sua grandiosità;

– afferma che non vi è nulla di sbagliato in lui e nei suoi comportamenti, attribuendo la causa del suo malessere sempre all’esterno.

 

La vittima del narcisista

La vittima del narcisista avverte un enorme senso di impotenza. Ogni tentativo di migliorare la situazione viene sabotato completamente. Il/la partner del narcisista avverte una significativa perdita di energia, entusiasmo e di autostima. L’unico modo per mettersi in salvo è tagliare qualsiai tipo di rapporto con il narcisista, non permettendo riavvicinamenti e non sperando di cambiarlo. Il vano tentativo di cambiarlo non farà altro che farci sentire peggio e darà più potere al narcisista che del nostro amore e del nostro bisogno di amore ne fa la propria arma principale. Nel momento in cui ci allontaneremo da lui, diventerà più pressante che mai e cercherà di riconquistarci in tutti i modi perchè non può tollerare di essere lasciato e perdere la propria fonte di adulazione. In questa fase è di fondamentalmente importanza non cadere nella trappola: si ricomincerebbe da capo.

L’unico modo per salvarci è imparare ad amare noi stessi e prenderci cura prima di tutto dei nostri bisogni.

 

Nessuno è così vuoto come coloro che sono pieni di se.
(Andrew Jackson)

Nè con te nè senza di te – La gabbia dorata della dipendenza affettiva

Nè con te nè senza di te

 La gabbia dorata della dipendenza affettiva

A cura della

Dott.ssa Maria Cristina Zezza

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Non posso vivere nè con te nè senza di te” cosi scriveva Ovidio, famoso poeta latino, più di 2000 anni fa.

Questa affermazione risulta decisamente attuale per darci un idea di che cosa si intenda per “dipendenza affettiva”.

Il dipendente affettivo è colui che prova un forte disagio relazionale e che ripetutamente intreccia relazioni non soddisfacenti dalle quale non si riesce a separare. Ha un disperato bisogno di accudimento e si aggrappa al proprio partner anche quando questo si rivela nocivo. Il conflitto disperato cui è sottoposto il dipendente è quello di sentirsi incastrato in una relazione frustrante e di avere il terrore di separarsene. Tale conflitto porta spesso rabbia e depressione, in quanto il dipendente è consapevole che la propria relazione sia insoddisfacente: parlando del proprio partner lo criticherà spesso, elencherà tutti i suoi aspetti negativi, lo svaluterà ma comunque non ci si separerà.

Da dove si sviluppa la dipendenza affettiva?

La dipendenza affettiva si forma gia dall’infanzia e dalle relazioni con le figure di accudimento. Il dipendente affettivo è stato un bambino “adultizzato” che ha dovuto prendersi cura di un genitore problematico per sentirsi accettato ed amato. E stato sostenuto dall’illusione di poter essere amato dai propri genitori una volta che fosse riuscito a “guarirli”. In questo modo non ha potuto conoscere l’amore e l’accudimento dei genitori e si è trovato privato della propria infanzia senza poter avere una “base sicura” su cui contare.

Il dipendente affettivo e l’attrazione per le relazioni difficili…

Come abbiamo visto il dipendente ha precocemente appreso che l’amore deve essere conquistato con l’autosacrificio di sè.

La persona affettivo dipendente si lascia quindi facilmente intercettare da una personalità narcisistica o antisociale o in generale da un “controdipendente”. Si tratta di personalità seduttive che all’inizio della relazione promettono molto, dando l’illusione di poter compensare qualunque insicurezza, di saper rimediare ad ogni problema, di poter rispondere ad ogni bisogno. Il dipendente affettivo è attratto dal contro-dipendente perchè vi percepisce le qualità di autonomia e autosufficenza che sente di non possedere in sè stesso. Il problema è che, al di là delle apparenze, il controdipendente non ha l’empatia necessaria per saper riconoscere e rispondere adeguatamente ai bisogni del/la proprio partner. Il dipendente, in costante stato di frustrazione, non smette di chiedere , alternando pretesa e sottomissione, allontanando di fatto sempre di più il contro dipendente che si sente spaventato e minacciato da tale condizione di bisogno.

Cosa fare?

Il primo passo per riuscire ad uscire da questo meccanismo masochista è il rendersi conto delle proprie dinamiche interne e della ferita lasciata dalla propria storia . La consapevolezza è senzadubbio fondamentale per non mettere in atto continuamente e incosapevolmente le stesse dinamiche. È importante prendersi cura di se stessi, imparare a volersi bene e bastare a se stessi senza aggrapparsi all’altro. Sarà fondamentale lavorare sulla propria autostima e sulle proprie convinzioni.

Un viaggio per uscire dalla gabbia dorata e imparare ad amare ed essere amati in modo sano.


bibliografia

Borgioni Massimo (2015). Dipendenza e controdipendenza affettiva: dalle passioni scriteriate all’indifferenza vuota. Alpes editore